Super Bowl 2014: le pubblicità di quest’anno

Come si può parlare di Super Bowl 2014 senza parlare di pubblicità?

La scorsa domenica, quella del 2 febbraio, è stato finalmente coronato l’ennesimo big event del Super Bowl 2014, nel quale si sono scontrati i Denver Broncos contro gli Seattle Seahawks.
Senza ombra di dubbio, il Super Bowl 2014 non sarebbe lo stesso Oggi senza considerare la grandiosa creatività di tutti i più grandi Brand che arrivano a pagare fino a 4 milioni di dollari per promuovere il proprio marchio con un spot della durata di 30 secondi.

Ma che cos’è il Super Bowl?

Il Super Bowl è una manifestazione importantissima che viene celebrata negli Stati Uniti d’America, assegnando il titolo di campione della National Football League. E’ considerato l’evento capostipite di ogni evento, assegnando il premio alla squadra più forte del mondo in questo sport.
Con il passare del tempo, questa grandissima manifestazione è diventata uno dei momenti di marketing più importanti dell’anno: acquistare uno spazio pubblicitario costa moltissimo (come abbiamo detto prima, con il Super Bowl 2014 siamo arrivati a 4 milioni di dollari per uno spot), e le più importanti agenzie di comunicazione passano l’intero anno a studiare tecniche per valorizzare i prodotti dei loro clienti.

Mi sembra giusto riportare alle vostre menti, a questo proposito, la geniale reazione che ebbe lo scorso Febbraio 2013 il Brand Oreo.

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Durante la scorsa edizione, infatti, l’evento è stato sospeso per circa mezz’ora a causa di un blackout generale; immediatamente su Twitter si è scatenato un dibattito intenso, con commenti e sensazioni espresse in diretta dagli utenti.
Oreo, brand internazionale di biscotti, non si è lasciato scappare questa ghiotta opportunità, con un’idea brillante: trasformare quel momento tanto toccante per la popolazione americana quanto problematico per via dell’inconveniente in un momento di pubblicità a proprio favore, inviando questo semplice tweet riportato qui sopra.
Sull’immagine scura, ricollegata a ciò che stava accadendo, hanno infatti posto una scritta: “You can still dunk in the dark” con un significato bivalente dato dal verbo to dunk il quale può significare sia “immergere” che “l’atto di fare meta”. Un’idea a dir poco coerente e fruttuosa, che ha fatto balzare i follower del profilo e ha permesso ad Oreo di scatenare un enorme passaparola non solo in quel momento, ma di essere utilizzato anche (come del resto stiamo facendo ora) come perfetto esempio di marketing digitale.
Il famoso carpe diem, oggi chiamato Real Time Marketing, è un must nel mondo Social, in particolare in questo Social Network.

In campo pubblicitario, nel Super Bowl 2014 come in tutte le altre edizioni, ci si gioca tutto.

Ecco qui di seguito una classifica dei migliori spot pubblicitari che ho scelto per voi: roba da mettersi comodi!
1.Axe.
Questo grande marchio ha scelto di puntare tutto sulla sensibilità dei partecipanti all’evento, sulla parte più emotiva che arriva a “toccare” il cuore; con questo spot Axe ha scelto di fare qualcosa di molto diverso dal solito. Questa pubblicità si chiama “Make love, not war”.

2.Carmax.
Per questo Super Bowl 2014 l’impresa di rental-car sceglie di puntare sulla simpatia con il suo annuncio intitolato “Snow clap”, ma non solo: il riferimento all’applauso costante è stato pensato per aizzare la folla, con un gesto tipico di questi eventi. Il coinvolgimento è stato assicurato!

3.M&M’s.
Un intermezzo molto significativo per questo grande marchio, sicuramente uno dei protagonisti principali durante la fruizione dell’evento stesso. Per questo freddissimo Super Bowl 2014 M&M’s punta tutto sul suo storico personaggio giallo, che debuttò per la prima volta nel 1954. La campagna pubblicitaria si chiama “Year of the peanut”: chi avrà fatto un attentato al nostro povero amico?

4.H&M.
Questo senza dubbio è l’annuncio pubblicitario più atteso del Super Bowl 2014: H&M ed il protagonista ormai consolidato David Beckham, pagato per lo spot 1 milione di dollari.
Con la proposta di scegliere fra covered oppure uncovered con un Beckham in piena forma e mezzo nudo, lo spot ha spopolato ed ha fatto in maniera egregia il suo dovere.

H&M è quello che sicuramente riesce maggiormente a semplificare ed unire advertising e nuovo web, supportando l’utilizzo degli hashtag come stimolo alla reazione immediata da parte del pubblico. 

E tu, avresti saputo fare di meglio?