Pubblicità shock: Learn for life, impensabile

“Learn for life” è la nuova pubblicità shock che sta lasciando a bocca aperta tutta la rete.

La Fondazione Australiana sta causando davvero grandissimo scalpore con la sua ultima campagna pubblicitaria. Del resto, il video è davvero “forte”.

Lo spot, girato da Henry Inglis e Aaron McCann, prende il nome “Set Yourself Free” e vuole essere un breve racconto per incoraggiare i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e non eludere la scuola, o come si suol dire a non “marinare” la scuola.

In questa campagna possiamo vedere come un gruppo di giovani devono affrontare una serie di conseguenze disastrose a causa della loro scelta di saltare la scuola quel giorno. Fin qui tutto ok, ma poi?

Tuttavia la pubblicità si è rivelata, a detta di molti, estremamente “cruda”, una pubblicità shock in tutti i sensi.

In tantissimi ne hanno espresso la loro opposizione ed il totale rifiuto attraverso i più svariati Social Network. Vedere per credere, guardalo tu stesso (non adatto ai deboli di cuore!).

Di questo ormai famosissimo spot, alcuni importanti media pubblicitari indicano che gli stessi autori hanno detto che oltre a voler “sensibilizzare”, la pubblicità shock “Learn for life” vuole essere intesa come una critica alla pubblicità classica, tipica, in cui vengono enfatizzati sempre e soltanto momenti di straordinaria felicità.

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Ad Oggi, ci sono molte opinioni contrastanti su questa campagna shock.

Troviamo infatti persone che mostrano il supporto a questa tipologia di spot, sostenendo che la durezza è l’unica via che può portare ad un’assimilazione del pericolo.
Dall’altra, una vasta gamma di persone sostengono invece che questo tipo di video può soltanto danneggiare la sensibilità di coloro che si siedono di fronte ad uno schermo, mettendo in dubbio anche l’efficacia di questo sistema per sensibilizzare i giovani, che potrebbero interpretarla come una situazione irrealistica ed esagerata.

Eppure questo spot bisogna dirlo, ci tocca profondamente.

La pubblicità shock è stata girata magnificamente, con le prime decine di secondi che trasmettono una serenità ed una pace rara da provare con un corto di questo tipo, per poi esplodere in una miriade di emozioni che lasciano davvero senza respiro. Complimenti per la sceneggiatura, di questo non c’è dubbio.

Va bene parlare di Branded Content e Content Marketing, ma qui forse stiamo davvero esagerando! Tu che ne pensi?