Qualità o quantità nella pubblicità? Il bivio

Eccoci di fronte ad un grosso quesito che da sempre si fa strada nelle menti dei marketers: qualità o quantità nella pubblicità?

La questione sul fare pubblicità in grossi quantitativi oppure sul farla in modo più mirato ma badando alla qualità del contenuto è una domanda molto importante che bisogna porsi di fronte una scelta strategica.

Qualità o quantità nella pubblicità non sono sinonimi rispettivamente di “successo” o “fallimento”.

In verità, è molto importante analizzare caso per caso la tipologia di advertising che dobbiamo costruire; una comunicazione massiva a volte può risultare una forma funzionale, ancorandosi maggiormente alla quantità piuttosto che la qualità. Ma questi sono i risultati che potrebbero pervenire inizialmente: siamo sicuri che ciò porterà a dei risultati davvero concreti per il nostro marchio?

Io sono tra quelli che alla qualità dedicano la parte portante di ogni scelta strategica.

Anche in una scelta di comunicazione massiva, infatti, la qualità non deve mancare, anzi: a maggior ragione, se il pubblico che andrai a coinvolgere sarà davvero ampio, sarà necessario trasmettere un’immagine di qualità che resti impressa come un timbro indelebile. Chiediti semplicemente una cosa: voglio restare nella testa delle persone? Voglio riuscire a diventare un unicum all’interno del cluster di riferimento in cui sto operando?

E’ vitale che il nostro pubblico ci riconosca, e qualità o quantità nella pubblicità non devono essere scelte obbligate “O l’una o l’altra”.

Numerose campagne insistono sull’arte del “bombardamento” attraverso tutti i più svariati canali mediali in cui riporre il proprio messaggio pubblicitario; ma se tutte le aziende fanno la stessa cosa, come può l’utente finale ricordare cosa fa una e cosa fa l’altra?

La qualità dell’informazione sarà quella che permetterà alla marca di differenziarsi in un mercato ormai saturo.

Tutti riceviamo ogni giorno centinaia e centinaia di messaggi pubblicitari, ma è innegabile che ognuno di noi riesce a ricordare soltanto qualcosa che lo colpisce in modo particolare.
Ed eccoci di fronte dunque alla qualità dell’informazione: a quanto può essere attrattiva, all’enfasi che pone sulle caratteristiche positive dei propri prodotti, alla sensibilità che genera oppure alla sensazione eccitante che ci trasmette.

Dunque la risposta alla domanda “Qualità o quantità nella pubblicità?” è presto detta: rendi il tuo prodotto il più visibile possibile ma allo steso tempo trasmetti informazioni di qualità.

Dunque amici, non parliamo di qualità e quantità come di una dicotomia, ma cerchiamo di tracciare un destino congiunto e complementare.