Computer Mediated Communication: che cos’è?

Che cos’è la Computer Mediated Communication? A che cosa ci si riferisce quando si parla di comunicazione mediata dal computer?

Attraverso internet quasi ogni tipo di comunicazione è concessa.

Sostenere comunicazioni uno a uno o “one-to-one” (come nel telefono), oppure uno a molti o “one-to-many” (come nei mass media) ed anche tra ogni membro di un gruppo con un sottogruppo o con tutti gli altri, cioè la comunicazione molti a molti o “many-to- many”; è possibile comunicare in tempo reale oppure inviare messaggi che verranno letti più tardi; o ancora inviare e scambiare documenti di ogni tipo; e così via.

Grazie alla Computer Mediated Communication diventa così possibile la costruzione di comunità di lavoro, gruppi o classi virtuali secondo modalità ubiquitaria e flessibile.

Come ricorda in “Internet – Introductions to media and communications” Lorenzo Cantoni, professore dell’Università della Svizzera italiana, le caratteristiche della comunicazione all’interno di Internet sono strettamente dipendenti dagli strumenti che vengono utilizzati: strumenti diversi impongono costrizioni differenti ed offrono diverse opzioni agli interlocutori.

Le principali caratteristiche della comunicazione interpersonale in Internet trovano piena esplicazione nella Comunicazione Mediata dal Computer o CMC (Computer Mediated Communication, nella letteratura anglofona).

Per Computer Mediated Communication intendiamo un’interazione comunicativa fra diverse persone (“people-to-people”) attraverso il computer, dove più elevati gradi di interazione rendono la comunicazione a doppio senso e, in alcuni casi, addirittura circolare, come nella comunicazione faccia a faccia (continuo scambio comunicativo fra i partecipanti). È una branca di studi che si occupa di come le nuove tecnologie informatiche, in particolare i computer, abilitano particolari forme di comunicazione a distanza fra gli esseri umani.

Per CMC intendiamo, quindi, quella che “permette di mettere in connessione, attraverso strumenti informatici, punti tra loro lontani, senza che questa relazione si realizzi secondo un rapporto di tipo gerarchico”.

Sul piano dell’accesso tecnico è una comunicazione “mediata”: tra due o più soggetti comunicanti si interpone un’interfaccia, normalmente uno schermo. La Comunicazione Mediata dal Computer risulta come una comunicazione fortemente strutturata e condizionata dall’interfaccia tecnologica che, rispetto alla comunicazione in presenza, è più limitata sul piano dei fattori para ed extra-linguistici che possono essere coinvolti nella comunicazione, ma che guadagna nel carattere ubiquitario, cioè svincolato dai limiti spazio temporali, e nella maggiore flessibilità delle tipologie d’interazione.

Si parla di comunicazione mediata quando un mezzo prodotto dall’uomo si frappone tra i due termini di relazione, allo scopo di rendere possibile la trasmissione a distanza del messaggio.

Pertanto il suo compito è quello di collegare punti distanti tra loro, persone o entità, che intendono stabilire un contatto.
Il termine comunicazione, in questa nuova accezione, non risponde più pienamente al suo significato originario: da relazione tra due o più soggetti, la comunicazione si trasforma in un tramite, in un ponte fra realtà altrimenti inavvicinabili a causa dei limiti delle risorse biologiche dell’uomo. La presenza di un mezzo interposto fra emittente e destinatario serve a simulare quello che nella comunicazione interpersonale propriamente detta era condizione necessaria, ovvero la compresenza dei partecipanti all’atto comunicativo (si pensi ad esempio al telefono). Venendo meno la necessità della compresenza dei soggetti comunicanti, le varie forme della comunicazione mediata danno luogo a forme di relazione del tutto nuove e diverse, inimmaginabili nel passato.

“Il nostro mondo si è ora improvvisamente contratto […] a poco più che un villaggio” (Marshall McLuhan).